Centro Studi per il Teatro | BIOGRAFIA |
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| Gennaro Testa nasce a Benevento il 05 Ottobre del 1959. Dopo pochi anni la famiglia per esigenze lavorative del padre, alto dirigente di un Ente pubblico, nonché scrittore, poeta e pubblicista, si trasferisce a Caserta dove all'età di 15 anni, entra a far parte di una compagnia teatrale “amatoriale” iniziando così a muovere i primi passi. L'esperienza del teatro lo segna particolarmente, tanto da spingerlo spesso a delle "fughe" a Napoli dove spesso riesce ad intrufolarsi in vari teatri per assistere alle prove dei professionisti e cercare di aspirarne l'ambiente, oltre che sperare di poter entrare in una qualche compagnia. Ma il teatro non è la sua unica passione, a Caserta frequenta l'Istituto tecnico per geometri, sono gli anni dei primi fermenti di contestazione scolastica, i collettivi scolastici, le assemblee, le occupazioni e le lotte studentesche lo legano all'organizzazione di estrema sinistra "Lotta continua", dove per diversi anni svolge una assidua militanza. Nel 1982 si trasferisce a Napoli, dove si iscrive all’Università dello spettacolo. Nel frattempo entra in un gruppo folkloristico "Li Ciaravoli" dove lavora come attore-ballerino. Quando il gruppo si scioglie. Gennaro Testa viene contattato da un'altro glorioso gruppo folk, i Phartenias dove dapprima entra come ballerino, poi in seguito ne diventa il direttore artistico. Il teatro ormai è a pochi passi, iniziano le prime collaborazioni teatrali come attore. Nel 1990 diventato professionista, inizia a lavorare con diverse compagnie teatrali, collaborando con artisti di spessore. Nel 1994 esordisce come regista teatrale firmando un nutrito numero di lavori teatrali, alcuni dei quali di sua fattura, che gli regalano molte soddisfazioni personali ed artistiche. Nel 1998 dopo aver lavorato in diversi lavori cinematografici, esordisce come regista con l’opera prima cortometraggio: Gocce di Luna”. Nel 1999 scrive e dirige: Ragazza di campagna. Nel 2000 si cimenta invece con il suo primo silent movie “Black Out!” che gli regala l’attenzione della stampa: un urlo nel silenzio (corriere di Caserta), una coraggiosa opera in cui le immagini vengono lasciate come unico veicolo dell’orrore quotidiano (il mattino Caserta). Nel dicembre del 2000, si confronta con un altro orrore, le mine anti uomo. Realizza un documentario di denuncia sulle mine per bambini. Il video regalato all’UNICEF viene inserito in una campagna di sensibilizzazione internazionale. Nel 2001 arriva il cortometraggio “Gli aranci sfioriti” definito dal Quotidiano Roma: “Un viaggio poetico dentro la pazzia” e dal mensile di cinema Prove aperte: “Un condensato di poesia e delirio onirico”. Infatti il corto affronta il difficile tema dei “malati di mente”, emarginati e condannati ad una vita di medicinali e di abbandono, dall’ignoranza e dalla paura dei “normali”. I suoi lavori pur non mietendo premi ambiti, ricevono però un largo consenso di critica e di pubblico nei tantissimi concorsi in cui sono stati presentati: Black Out! Finalista al premio Internazionale di Fotokina (germania) Gli Aranci sfioriti, riceve una menzione speciale della giuria nel festival “Immagini in parole” Bologna. Inoltre, gli Aranci sfioriti e Black out, vengono acquistati dal Provveditorato agli studi della regione Lombardia, per una campagna di sensibilizzazione sociale. Nel 2002 per conto della organizzazione umanitaria Caritas, realizza una “comunicazione sociale sulla “integrazione culturale e multietnica”. Nel 2004 per conto della Diocesi di Pozzuoli realizza un video sul degrado ambientale e sociale, in cui si pone in evidenza “l’assenza” di un pensiero spirituale . Nel frattempo, tra i vari impegni di regia, lavora come sceneggiatore per corti e mediomtraggi. Nonostante la ormai consolidata esperienza (pratica) nella regia cinematografica, grazie alla sua estrema umiltà che lo ha sempre contraddistinto, e nonsotante i suoi molteplici impegni, si diploma a Roma in “regia cinematografica e televisiva ed in produzione presso la scuola “Effetto cinema” di Roma. Dopo l’ultimazione del suo ultimo impegno “Ladri di Vita” (che ancor prima di vedere la “luce” è riuscito per il tema e per il modo di affrontarlo, a suscitare un certo interesse, tanto da ricevere un contratto di distribuzione in esclusiva dalla Emmefilm.com società di distribuzione cinematografica di Roma per il canale web). Da pochi anni, Gennaro Testa, ha apero un piccolo studio di editing e produzione Cinematografica la "RDV-LAB" dove esegue lavori di post-produzione, per pubblicità, redazionali, televisione e per il cinema indipendente.
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